Normativa spiagge: libero accesso alla battigia

Normativa accesso al mare - News Altroconsumo
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Spiagge libere e spiagge in concessione:

diritti dei bagnanti e regole per gli stabilimenti balneari

 

La normativa che regolamenta l’accesso alla battigia da parte dei bagnanti crea spesso confusione, è bene quindi fare un po’ di chiarezza: le spiagge, sia libere che in concessione, sono proprietà del demanio marittimo dello Stato e vengono tutelate come dei veri e propri beni inalienabili, inespropriabili e utilizzati dalla collettività. Che siano spiagge libere oppure date in concessione: appartengono allo Stato e di conseguenza ci deve essere, su tutto il territorio nazionale, libera fruizione della battigia da parte dei bagnanti.

La battigia è quel tratto di costa dove le onde si infrangono al suolo e si estende fino a 5 metri dal mare nelle spiagge con un’ampiezza superiore ai 20 metri, per le spiagge di ampiezza inferiore: l’estensione della battigia è ridotta invece a 3 metri.

Per legge: l’accesso alla battigia deve essere sempre libero e gratuito. Quindi, qualora i titolari degli stabilimenti balneari impedissero l’accesso al mare oppure lo permettessero dietro pagamento, si configurerebbe un abuso da segnalare alle autorità competenti.

Gli stabilimenti balneari hanno il diritto di chiedere il pagamento per l’erogazione di servizi, come ad esempio il noleggio delle attrezzature quali sdraio, ombrelloni e lettini; non possono però chiedere somme per l’attraversamento della spiaggia data loro in concessione da parte dello Stato per raggiungere la battigia.

Infine: ci deve essere un’adeguata proporzione fra spiagge libere e spiagge date in concessione; la normativa infatti prevede che gli stabilimenti vengano intervallati da spiagge pubbliche.

 

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